Opere 2005-2008

Gianfranco Pani (psicanalista)

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Come parlare di Rinaldo Capaldi? Facile e difficile allo stesso tempo, la riflessione sulla sua opera (che non riflette e non restituisce al soggetto la sua stessa osservazione ridotta a effetto speculare) obbliga, i fortunati che contemplano, ad un lavoro che è di interpretazione, certamente, ma allo stesso tempo di introspezione. Se c’è qualcosa che colpisce in modo immediato il fruitore dell’opera di questo scultore è che questa fruizione mal si concilia con la posizione di “semplice osservatore”, come certa tradizione vorrebbe. Non è facile trovare fra gli artisti contemporanei (a meno che non si citino i grandi, da Moore a Tapies) qualcuno capace, da subito, di invertire la relazione soggetto osservatore/oggetto osservato: non si esce indenni dalla visione di una sua mostra, di una sua scultura. L’Arte (la maiuscola è obbligatoria) è tale non quando si interroga, in un solipsismo gradito ai mercanti e ai mercati, su se stessa, ma quando interroga precisamente quel soggetto, il Soggetto, che si pone davanti all’opera d’arte. Quando l’opera non apporta risposta, ma piuttosto restituisce, in forma opacamente più esplicita, una domanda: che cosa guardi? e ancor di più: che cosa vedi? C’è bisogno di scomodare “Las Meninas” di Velazquez per comprendere che un’opera d’arte (meritevole di questo nome) non è un puro oggetto passivo di godimento estetico, ma qualcosa che restituisce, in forme a volte drammatiche, a volte ironiche, a volte inquietanti, un’interrogazione sulla condizione, sul contesto, sulle circostanze di chi a quell’opera si rivolge? Per questo parlare di Rinaldo Capaldi è facile (molto facile se si vuol lodare la sua tecnica depuratissima e l’estetica delle sue realizzazioni), ma è allo stesso tempo difficile, molto difficile, parlare della coerenza del suo percorso e della sua capacità di smuovere (se non si ha un atteggiamento pregiudiziale) elementi molto profondi della sensibilità di chi si vede confrontato con le sue opere. Come ben ha messo in evidenza in una delle sue sculture: “Rinaldo Capaldi fecit” .

 


Gianfranco Pani