Opere 2005-2008

Alessandro Vettori (artista)

| by | Recensioni | 0 comments:

Sensazioni di un semplice osservatore

Tempo fa fui invitato da un amico comune a vedere una mostra a Soriano presso una delle sale espositive del Castello. Devo essere sincero, non conoscevo ancora l’opera di questo artista se non per sentito dire, ma l’arte è un linguaggio che va sempre e letto ed io non so tirarmi indietro.
Pian piano dopo questa mostra ho iniziato a seguire con più interesse l’artista, ma non tramite i dialoghi con lui, ma tramite le sue opere.
Nella convinzione che un’artista va ascoltato nel linguaggio che meglio conosce, ho scrutato da lontano, tra varie opere che riuscivo a intravedere o attraverso il sito www.rinaldocapaldi.it e nelle descrizioni di un altro artista suo e mio caro amico.
Perché quella di Rinaldo è un’arte fatta di silenzi, va solo osservata, non sarà certo lui il miglior promotore di se stesso, se ci parli non ti rendi conto realmente di cosa ci sia dietro a quelle parole, perché lui non è con il mezzo verbale che ha scelto di parlare con il mondo ma con la forma, la materia, l’informale.
Un’Arte che ti lascia una prima lettura d’impatto, come un forte vento gelido che ti passa addosso, senti subito il freddo, ricevi un messaggio immediato ma poi, quando alzi gli occhi, ti accorgi che quel vento freddo aveva smosso le nuvole del cielo e fatto trapassare infiniti messaggi di luce.
Senti il sapore delle mani che hanno impastato la materia l’hanno plasmata, e comandata. Non è la forma che spinge l’artista ma è lui a spingere la forma verso le sue sensazioni, verso le INTROSPEZIONI più intime.
Se parto dai primi quadri che ho visto, di grande impatto scenico e che troverete come inizio nella sua prima Personale che realizza nella sua Città di Ronciglione, assaporo un carattere contorto, un implosione degli stati d’animo, sorretta da delicate sfumature di colori, che trasmette un amore-odio viscerale, un contrasto che si sorregge tra il dialogo della forma e del colore intrappolato nello spazio dell’opera stessa nella sua dimensione fisica.
Il desiderio che ho sentito guardando i suoi primi lavori è stato dirgli, bellissimi ma hanno voglia di fuggire dal loro stato attuale.
Più avanti lo incontro ancora, tra i vetri infranti, ancora un momento di alta ispirazione, ancora più audace l’implosione anche a livello visivo, perché ad ogni colpo che l’artista infligge sulla sua opera, questa non esplode né si frantuma, piuttosto s’incrina e leggermente implode, verso il dentro, verso una luce che sta nascosta dietro il quadro, dietro il supporto. Non riesce ancora a liberarsi dal supporto che la contiene, i colpi sono controllati ed i frammenti le incrinature formano di per se già l’opera stessa.
Ma è solo un passaggio che con il vetro realizza quello che spesso si trova nel desiderio di un artista ritrovare un immagine distorta inserire lo spettatore all’interno dell’opera d’arte.
Poi, pochi giorni fa, per organizzare la Mostra e fargli conoscere il Proprietario del palazzo che lo ospiterà, di ritorno da un passaggio a Deruta, lo andiamo a trovare nel suo Laboratorio a Ronciglione. Finalmente mi rendo conto che Rinaldo ha trovato il vero senso della sua ricerca, un gradino importante, quando mi trovo di fronte alle sue sculture imponenti ma leggere, delle opere che si sono liberate dalla spazialità per immergersi ed occupare altre dimensioni quelle di una totale tridimensionalità. Finalmente quei fori quei passaggi di luce, quelle contorsioni tanto ambite si liberano in tutta la loro forza e ti costringono ad osservarle in silenzio, perché sono loro attrici di se stesse, protagoniste di un palcoscenico che ospita il pubblico sullo stesso piano d’azione.
Un piacere un incanto dove la bravura del manipolatore si mette nella massima esposizione dove l’ego ed il narcisismo insito in ogni ricercatore dell’arte si esprimono costruendo opere scultore, fatte di pieni e di vuoti, dove il pieno vuole il vuoto, ed il vuoto vuole il suo pieno.
Un dialogo, un bellissimo dialogo che scopre la poetica delle INTROSPEZIONI di questo Artista di Ronciglione.
Così Borderlaine ma così desideroso di far parte di una società che comunque necessita a tutti, nel bene e nel male, una società con cui comunque Rinaldo ha scelto di Comunicare attraverso il mezzo che meglio gli s’addice, il linguaggio dell’Arte informale.
Un caro saluto e grazie anticipatamente a tutti coloro che interverranno.

 

Alessandro Vettori